lunedì 18 agosto 2025

La Coppia nell'Era dei Miti Moderni: Sopravvivere alle Illusioni che sabotano l'Amore



Quello che segue è la prima versione dell'intervento che avrei dovuto tenere al Congresso Nazionale di FarFamiglia ad ottobre 2025.  Dopo la prima stesura mi è parso non essere adatto ad un congresso ed allora ho deciso di condividerlo qui sul blog. Buona lettura.

Viviamo in un'epoca che celebra l'individuo, un’epoca nella quale viene idolatrata la libertà personale e vengono proposti  modelli di relazione sempre più idealizzati, spesso distanti dalla realtà concreta dell'amore quotidiano. In questo scenario, la coppia non è solo un'esperienza affettiva: è una vera e propria sfida culturale, psicologica e sociale che richiede consapevolezza, coraggio e una buona dose di umiltà.

C'è una verità scomoda che né i film romantici, né le favole moderne, né gli slogan motivazionali ci raccontano: l'amore non è un traguardo, ma un cammino condiviso. Un percorso a volte accidentato, fatto di scelte quotidiane, errori, perdono, ascolto e trasformazione reciproca.

Questo cammino, però, rischia di trasformarsi in un percorso a ostacoli se continuiamo a muoverci guidati da miti seducenti ma fuorvianti. Miti che ci illudono, ci confondono, ci fanno sentire sbagliati, inadeguati, delusi. Ecco perché oggi più che mai è fondamentale disattivarli. Non per smettere di sognare, ma per imparare a costruire legami veri, solidi, umani. 

I Miti da Smontare per Costruire un Amore Autentico


1. La Sirena dell'Anima Gemella: L'Illusione della Perfezione che Ci Completa

Il primo mito, forse il più radicato, è quello dell'anima gemella: l'idea che esista una persona destinata a colmare ogni nostro vuoto, a rispondere a ogni nostro bisogno, a completare magicamente la nostra esistenza.

È una narrazione romantica, certo, ma profondamente pericolosa. Ci spinge a vivere l'amore come una ricerca ossessiva della perfezione, e ogni imperfezione del partner – o nostra – diventa motivo di delusione. La verità, più sobria ma infinitamente più potente, è che l'amore maturo non si trova, si costruisce. Non esiste la coppia perfetta, ma la coppia che sa lavorare sulle imperfezioni, rimanere nei conflitti e trasformare le difficoltà in occasioni di crescita condivisa. Non si tratta di cercare chi ci "completa", ma di imparare ad amarci nella nostra interezza, per poter amare l'altro nella sua.


2. "Io Prima di Tutto": L'Individualismo che Inquina l'Intimità

Viviamo in un'epoca in cui il culto del sé è diventato il metro di giudizio di ogni esperienza. Prendersi cura di sé è sacrosanto, ma quando questo principio diventa assoluto, rischia di corrodere la struttura stessa della relazione.

Amare non significa annullarsi, ma nemmeno rimanere sempre al centro del proprio universo emotivo. La relazione di coppia richiede compromesso, ascolto e reciprocità. L'"io" deve imparare a farsi "noi" senza dissolversi, e il "noi" deve imparare ad accogliere l'altro senza divorarlo. Il vero paradosso è che l'individualità più piena si esprime proprio quando scegliamo di metterci in gioco nel legame, abbandonando il controllo e aprendoci alla vulnerabilità dell'incontro.


3. Il Sesso Come Prestazione: La Trappola del Desiderio Perfetto

In una cultura ossessionata dalla performance, anche la sessualità rischia di diventare un campo di prova, più che un territorio di intimità. Le immagini patinate dei media, le promesse dei guru dell'eros, la pornografia accessibile e normalizzata, ci spingono a pensare che il desiderio debba essere sempre alto, il piacere sempre assicurato, il corpo sempre pronto.

Ma l'intimità vera non è fatta di acrobazie o di standard prefissati. È fatta di fiducia, lentezza, comunicazione ed esplorazione reciproca. È il luogo in cui il corpo si fa linguaggio, e dove il desiderio può anche rallentare, trasformarsi e trovare nuove forme. L'eros più profondo nasce dalla connessione emotiva, dalla sicurezza affettiva e dalla possibilità di essere pienamente sé stessi, senza paura di essere giudicati o respinti.


4. Instagram vs. Realtà: La Coppia che Esiste Solo Sotto i Filtri

Scorriamo ogni giorno immagini di coppie perfette, sorridenti, in location da sogno, sempre sincronizzate, sempre felici. Ma quella non è la realtà: è una vetrina, pubblicità, non il prodotto. La dipendenza dai social è devastante. C’è un disturbo clinico, non ancora entrato nei manuali diagnostici. Si chiama FOMO, acronimo di Fear Of Missing Out, paura di essere tagliati fuori. Provoca ansia, insonnia, depressione, stress.

La vera vita di coppia è fatta anche di discussioni banali, di silenzi pieni, di stanchezza e fatica. È fatta di complicità invisibile, di piccoli gesti quotidiani, di quella intimità che non si fotografa, ma si costruisce GELOSAMENTE a porte chiuse. Il problema non sono i social in sé, ma la trappola del confronto costante, che ci fa dubitare del nostro legame ogni volta che la nostra vita non assomiglia a ciò che vediamo online. Ciò che conta davvero non è ciò che si mostra, bensì ciò che si vive, si attraversa, si costruisce in due.


5. Il Divorzio Come Via Facile: Quando l'Amore si Arrende Troppo Presto

Viviamo in una società che ha imparato – giustamente – a dire "basta" davanti a situazioni di profonda sofferenza, umiliazione o all'impossibilità cronica di costruire un legame sano. Tuttavia, rischiamo anche di perdere la grammatica della riparazione e della perseveranza.

Ogni relazione attraversa fasi di crisi. Il problema non è la crisi in sé, ma la fuga come prima e unica risposta. Le coppie che durano non sono quelle che evitano i problemi, ma quelle che imparano a restare dentro le difficoltà, cercando insieme nuovi significati e soluzioni. Andarsene non è sempre la scelta giusta, e prima di chiudere un capitolo, vale sempre la pena chiedersi: abbiamo davvero provato tutto ciò che era in nostro potere? Abbiamo chiesto aiuto? Abbiamo avuto il coraggio di ascoltarci a fondo e di lottare per il nostro legame?


6. La Passione Eterna: L'Equivoco del Fuoco che Non si Spegne Mai

Confondiamo l'amore con l'innamoramento. E quando la fase passionale si affievolisce – come è naturale – ci sentiamo traditi, delusi. Ma il vero amore non è fuoco d'artificio: è brace che scalda nel tempo, che richiede cura, attenzione, presenza.

La vera passione non è solo fisica, ma anche intellettuale, emotiva, spirituale. È saper ridere insieme, condividere sogni, reinventarsi a ogni stagione della vita. È la tenerezza che resta quando l'eros cambia forma, ma non intensità.


7. Le Diversità Nella Relazione: Quando Uomini e Donne non si Capiscono Pienamente

Troppo spesso ci ritroviamo in un dialogo tra sordi, aspettandoci che il partner ci legga nel pensiero o che le sue reazioni siano identiche alle nostre. Siamo, per natura, esseri complessi e diversi: nelle emozioni che esprimiamo, nei ritmi con cui elaboriamo le esperienze, nei bisogni che sentiamo. Questa diversità non è un difetto, ma una ricchezza da esplorare. Una coppia matura non si limita a notare queste differenze, ma impara a parlarsi con onestà, a tradursi reciprocamente, a decifrarsi con pazienza e curiosità.

Non si tratta di annullare le proprie peculiarità o di conformarsi all'altro, ma di attraversare queste differenze con un profondo senso di rispetto. L'amore autentico è anche questo: diventare l'interprete sensibile e amorevole dell'altro, anche quando sembra parlare una lingua che non ci è immediatamente familiare, scoprendo in quelle sfumature un nuovo terreno di comprensione e vicinanza.


8. La Famiglia Perfetta: L'Inganno dell'Immagine Impeccabile

Il mito della famiglia ideale ci assedia da ogni lato: vediamo immagini di figli impeccabili, case ordinate come copertine di riviste, genitori che bilanciano carriera e vita sentimentale con una leggerezza apparente. Questa rappresentazione patinata, però, è un inganno che genera frustrazione e senso di inadeguatezza. La realtà quotidiana della vita familiare è ben diversa, fatta di dinamiche complesse, a volte caotiche, ma profondamente umane.

La vera bellezza e la forza di una famiglia risiedono proprio nel caos gestito, nella confusione accettata, nell'autenticità delle imperfezioni. La perfezione non esiste e, a volte, la sua ricerca ossessiva finisce per soffocare la spontaneità e la gioia. Le famiglie felici non sono quelle senza problemi, ma quelle che non si vergognano di mostrare le proprie fragilità, che sanno ridere dei propri errori e che costruiscono la felicità non sull'immagine, ma sulla condivisione sincera e sulla capacità di accogliere ogni aspetto della vita insieme.


9. La Coppia Come Azienda: L'Amore che Diventa Gestione

Nella nostra società, siamo abituati a vivere tutto secondo logiche di produttività: agende fitte, scadenze, efficienza e ottimizzazione dei risultati. Questa mentalità rischia di infiltrarsi anche nella sfera più intima della relazione, trasformando l'amore in un progetto da gestire e misurare. Ma l'amore non è un affare da organizzare; è una dimensione che va vissuta, sentita, respirata.

La spontaneità, l'imprevisto, la lentezza del tempo condiviso sono dimensioni fondamentali per una connessione profonda e duratura. Non possiamo programmare un abbraccio, né pianificare una risata improvvisa o un momento di vera intimità. La vera sfida, oggi, è spegnere l'agenda della performance e accendere la presenza autentica, permettendo alla relazione di evolvere in modo organico, accogliendo l'imprevisto come opportunità e valorizzando il tempo non "riempito", ma semplicemente "abitato" insieme.


10. Ruoli e Libertà: L'Amore Come Co-Creazione

Nel corso della storia, abbiamo assistito al superamento di molti modelli rigidi e predefiniti di ruoli all'interno della coppia e della famiglia. Tuttavia, c'è il rischio di sostituirli con nuovi dogmi o con un'anarchia relazionale che non offre punti di riferimento. Il vero punto non è chi fa cosa in base a schemi esterni, ma se ciò che si fa nasce dall'amore, dal consenso reciproco e dall'autenticità di entrambi i partner.

La vera parità non è l'interscambiabilità assoluta dei ruoli, ma la capacità di scrivere insieme le regole del gioco, scegliendo liberamente ciò che funziona per la propria unione, senza imposizioni esterne o aspettative precostituite. L'amore, in questo senso, è la massima espressione di libertà, ma non di anarchia: è una struttura flessibile, in costante evoluzione, sostenuta da un significato e da valori che vengono costruiti e condivisi giorno dopo giorno dai due individui che ne fanno parte.



Conclusione: La Coppia Rivoluzionaria – Un Faro per l'Umanità


In un'epoca di frammentazione e individualismo esasperato, scegliere di costruire una coppia autentica e generativa non è solo una scelta personale: è un atto rivoluzionario. Non è rinuncia alla libertà, ma la sua più alta espressione in un progetto condiviso, un dialogo continuo che non teme le dissonanze, un laboratorio vibrante di umanità.

La coppia non è un rifugio dove le ferite svaniscono, ma lo spazio sacro dove, con coraggio, possono essere affrontate e curate insieme. Qui, la differenza non è un ostacolo insormontabile, ma una risorsa inesauribile; la fragilità non è un limite, ma il terreno fertile su cui fiorisce l'intimità più vera.

E allora sì, la coppia oggi è la sfida più attuale di tutte. Perché è proprio lì, in quel piccolo, immenso spazio tra due persone che si scelgono ogni giorno, che risiede il potenziale per reinventare un modo più umano, più connesso, più vero di abitare il mondo. È la scintilla che può riaccendere la speranza in un futuro di legami solidi, un faro in un mare di incertezze.


Cari convegnisti, cari amici di Far Famiglia, il mio invito oggi è questo: non lasciatevi definire da ciò che è comodo, da ciò che è di tendenza, o da ciò che "dovrebbe" essere. Abbiate il coraggio di essere voi stessi, pienamente, nelle vostre relazioni. Siate affamati di connessione vera, di comprensione profonda, di crescita condivisa. Siate folli nel credere in legami che sfidano la dissoluzione, in quella forza trasformativa che solo la scelta quotidiana dell'amore può sprigionare. Andate e costruite, con coraggio e passione, le relazioni che il mondo oggi più che mai ha bisogno di vedere.

Grazie per l’attenzione.


mercoledì 6 agosto 2025

La Libertà di Essere Nudi: Il Matrimonio Che Cura la Paura del Giudizio

 



Viviamo in un’epoca in cui la vita sembra un perenne spettacolo. Un palcoscenico su cui siamo costantemente chiamati a esibirci. Dalle foto impeccabili sui social media ai risultati professionali da record, la nostra felicità è spesso legata a una performance. Più siamo "vincenti", più ci sentiamo degni. E se non ci riusciamo? E se falliamo? La paura del fallimento diventa l’ombra più scura della nostra esistenza, minando la nostra autostima e lasciandoci con l’amara sensazione di essere inadeguati.

Questa mentalità da performance trasforma anche le relazioni in qualcosa di simile a un mercato, in cui le persone diventano "commodities" da valutare e scartare se non soddisfano le nostre aspettative. Ma in questo scenario, dove si nasconde la vera felicità? E come possiamo sfuggire alla morsa di questa paura?

La nudità come atto di coraggio e accettazione

Il matrimonio, se vissuto nella sua essenza più profonda, rappresenta l'ultimo, potente antidoto a questa ansia da prestazione. Non è un contratto sociale o un obiettivo da raggiungere per dimostrare di essere all'altezza. Il vero matrimonio è un rifugio, uno spazio sacro dove la maschera della performance può finalmente cadere.

Immagina di poterti spogliare non solo dei vestiti, ma anche delle tue paure, delle tue insicurezze, dei tuoi fallimenti. Questa nudità radicale, che unisce il corpo e l'anima, è il fondamento di un matrimonio solido. In questo spazio, non c'è bisogno di fingere o di nascondere le proprie fragilità. Ci si mostra per quello che si è veramente: con le cicatrici, le incertezze, i momenti di debolezza.

Il potere della definitività: un'accettazione per sempre

A differenza di un contratto a tempo determinato, la definitività del matrimonio offre un'accettazione che va oltre il presente, proiettandosi nel futuro. La promessa di essere "per sempre" non è solo una formula romantica, ma un patto di non giudizio sul futuro. L'altro non mi accoglie solo per quello che sono oggi, ma anche per quello che sarò domani: con i miei cambiamenti, le mie crisi, i miei successi e i miei fallimenti futuri.

È proprio quest'assenza preventiva di giudizio sul mio domani che mi rasserena profondamente. So che, qualunque cosa accada, nel mio matrimonio troverò sempre accoglienza. Nel suo essere "per sempre", risiede l'antidoto alla mia ansia più profonda, quella di non essere all'altezza. Nella sua definitività, trovo il luogo del mio ristoro, un porto sicuro dove la pressione della performance si dissolve.

Quando un partner accoglie l'altro nella sua nudità totale e nella sua proiezione futura, sta compiendo un atto di amore incondizionato. Non sta valutando una performance, non sta giudicando un risultato. Sta dicendo: "Ti vedo. Ti accetto. E non mi interessa quanto sei bravo, quanto successo hai o quanto sei 'perfetto' agli occhi del mondo. Mi interessi tu, per quello che sei, adesso, in questo momento, e per tutto quello che sarai in futuro, senza riserve."

Ritrovare la felicità nell'essere, non nel fare

In un mondo ossessionato dal "fare" per essere qualcuno, il matrimonio ci invita a riscoprire la bellezza dell'essere. Essere amati per ciò che si è. Essere accolti anche quando si fallisce. Questa è la vera felicità, quella che non dipende da applausi esterni o da riconoscimenti effimeri. È una felicità silenziosa, intima, che nasce dalla certezza di non essere soli, di avere qualcuno al proprio fianco che ti vede, ti accetta e ti ama nella tua interezza, oggi e per sempre.

Il matrimonio, in questa prospettiva, non è la fine di un percorso, ma l'inizio di una liberazione. È il luogo dove la paura di esistere, di non essere all'altezza, può finalmente dissolversi, lasciando spazio alla serenità di una vita condivisa. È la promessa di un'accoglienza incondizionata, un abbraccio eterno che ci libera dalla tirannia del giudizio e ci permette di essere pienamente noi stessi, al riparo dalle tempeste del mondo esterno. Nel suo essere "per sempre", il matrimonio diventa il nostro più grande atto di fiducia, un baluardo contro l'ansia, un porto dove l'anima trova finalmente pace.

Con ostinata speranza,

Mino

Marital Coach


giovedì 10 luglio 2025

Matrimonio: quella palestra di virtù dove si impara l'arte di essere umani

                                         Portare i pesi degli altri

Permettetemi di iniziare con una provocazione: il matrimonio è l’unico luogo al mondo dove, per sopravvivere, non basta essere intelligenti, ricchi o belli. Qui, serve coraggio. E non il coraggio da eroi da strapazzo, ma quello quotidiano, umile, a volte persino noioso, di chi sceglie ogni giorno di non fuggire.

Ah, il matrimonio! Quella gloriosa, spesso incompresa, istituzione che i moderni, con la loro fretta di smantellare ogni cosa antica, tendono a guardare con un misto di sufficienza e timore. Parliamo di libertà, dicono. Di realizzazione personale, di autonomia. Tutte parole altisonanti, certo, ma spesso vuote come certe promesse elettorali. La verità, miei cari, è che il matrimonio non è una prigione, ma una palestra. E, come ogni palestra che si rispetti, vi farà sudare, vi farà imprecare, vi farà desiderare di gettare la spugna. Ma, alla fine, vi restituirà qualcosa di ben più prezioso di muscoli tonici: vi restituirà voi stessi, un po' meno rozzi, un po' più umani.

La Scomoda Verità della Convivenza Forzata (e Amorevole)

Pensateci bene: cos'è il matrimonio se non la più grande, e spesso più dolorosa, lezione di resilienza? Siamo creature abitudinarie, narcisiste per natura. Ci piace il nostro piccolo mondo, le nostre manie, le nostre certezze. Poi, un bel giorno, decidiamo di condividerlo con un altro essere umano, altrettanto abitudinario, narcisista e pieno di manie. È qui che inizia la vera avventura, non quella dei romanzi rosa, ma quella delle calze spaiate lasciate in giro, del dentifricio spremuto dal centro, delle discussioni sulla temperatura del termostato. Piccole cose, direte voi. E avrete ragione. Ma è proprio nella gestione di queste piccole, insignificanti, quotidiane battaglie che si forgia il carattere.

Il matrimonio vi insegna l'arte della negoziazione, non quella da mercanti astuti, ma quella gentile, fatta di ascolto e compromesso. Vi insegna a cedere, a volte, non per debolezza, ma per amore. Vi insegna a chiedere scusa, anche quando siete convinti di avere ragione, perché la pace domestica, credetemi, vale infinitamente di più di qualsiasi vittoria di principio. Quante volte ho osservato con un misto di divertimento e ammirazione le contorsioni dialettiche di coppie navigare le acque agitate del quotidiano! È un balletto incessante di sguardi, mezze parole, silenzi eloquenti. E in questo balletto, si impara a leggere l'altro, a prevedere le sue reazioni, a conoscere le sue fragilità e le sue forze. È una forma di intelligenza emotiva che nessun corso universitario potrà mai darvi.

L'Altruismo Contro l'Egoismo Dilagante

Viviamo nell'epoca dell'io, del selfie, dell'affermazione a tutti i costi, nel mito del self made man Si celebra l'individualismo come la panacea di ogni male, la via maestra verso la felicità. Sciocchezze! La vera felicità, quella duratura, quella che riempie il cuore, nasce dalla capacità di dare, di donarsi, di mettere l'altro prima di sé. E dove, se non nel matrimonio, si esercita questa virtù così rara e preziosa?

Il matrimonio è un vaccino contro l'egoismo dilagante. Ti costringe a pensare in due, a pianificare in due, a sognare in due. Ti obbliga a considerare le esigenze dell'altro, i suoi desideri, le sue paure. È un continuo esercizio di empatia, di quella capacità di mettersi nei panni dell'altro che sembra ormai scomparsa dal vocabolario di molti. Quanti matrimoni sono naufragati non per mancanza d'amore, ma per eccesso di ego? Per la cieca incapacità di vedere oltre il proprio naso, di sacrificare una piccola parte di sé per il bene comune?

E non parlo di sacrifici eroici, di gesti eclatanti. Parlo del piccolo sacrificio quotidiano, quello di rinunciare a un'abitudine per far posto all'altra, di condividere il divano anche quando si vorrebbe la pace assoluta, di ascoltare un problema che non ci riguarda direttamente ma che affligge la persona che abbiamo scelto. Questo, miei cari, è l'amore nella sua forma più autentica e disarmante. È l'amore che non si urla dai tetti, ma si sussurra nel silenzio della notte, nella quotidianità delle piccole attenzioni.

L'Arte della Pazienza e del Perdono

Ma c'è una virtù, più di ogni altra, che il matrimonio insegna con una brutalità disarmante: la pazienza. Oh, la santa pazienza! Quella capacità di sopportare, di attendere, di non reagire d'impulso. Quanti di noi, prima del matrimonio, credevano di essere modelli di autocontrollo, per poi scoprire, nella convivenza, che il nostro temperamento era in realtà un fuoco fatuo? Il matrimonio è il crogiolo in cui la pazienza viene temprata, forgiata a colpi di incomprensioni, di silenzi pesanti, di piccole ripicche.

E con la pazienza, arriva il perdono. Ah, il perdono! Parola grossa, spesso abusata, ma nel contesto coniugale acquista un significato profondo, quasi sacro. Perché nel matrimonio si sbaglia, e si sbaglia spesso. Si dicono cose che non si pensano, si fanno gesti che si rimpiangono. E se non si impara l'arte del perdono, se non si è capaci di lasciar andare i rancori, le ferite si accumulano, i muri si alzano, e il legame si spezza. Perdonare non significa dimenticare, ma scegliere di non lasciare che il passato avveleni il presente. È un atto di liberazione, per chi perdona e per chi è perdonato. E nel matrimonio, è l'unico carburante che può mantenere in moto la macchina, anche quando il serbatoio sembra vuoto.

L'Ottimismo della Volontà (e della Felpa Sciatta)

Ora, non vorrei che queste mie divagazioni vi portassero a credere che il matrimonio sia una sorta di campo di rieducazione per anime perse. Tutt'altro! È, come ho detto, una palestra. E come in ogni palestra, accanto alla fatica, c'è la gioia, la soddisfazione di superare un limite, di scoprire una forza che non si pensava di possedere.

L'ottimismo, miei cari, non è una pia illusione, non è un'ingenua visione rosea del mondo. L'ottimismo è un atto di volontà. È la scelta consapevole di guardare avanti, di credere nella possibilità di migliorare, di costruire, anche quando le circostanze sembrano avverse. E nel matrimonio, questa scintilla di ottimismo è fondamentale. È la fiducia che, nonostante le discussioni, le incomprensioni, le delusioni, l'altro sia lì, accanto a noi, pronto a ricominciare. È la consapevolezza che, in due, si è più forti, si è più completi, si è, in fondo, più felici.

Quella felicità non è quella da copertina patinata, con sorrisi smaglianti e vacanze esotiche. No, la vera felicità coniugale è un bene più modesto, più autentico. È la felicità di un caffè al mattino, delle risate per una battuta sciocca, del silenzio complice sul divano la sera. È la felicità di sapere che, nonostante la felpa sciattata e i capelli spettinati, c'è qualcuno che ti guarda e, in fondo, ti ama così come sei, con tutti i tuoi difetti e le tue imperfezioni. E questo, credetemi, è il più grande successo che un essere umano possa desiderare.

Conclusione: Il Viaggio Continua

Il matrimonio, dunque, è un viaggio. Un viaggio tortuoso, a volte accidentato, ma sempre illuminante. Non è un punto d'arrivo, ma una partenza continua, un eterno divenire. È la scuola più antica e più efficace per imparare l'arte di essere umani, con tutte le sue contraddizioni, le sue grandezze e le sue miserie.

Non abbiate paura di questa avventura, miei cari. Abbracciatela con coraggio, con pazienza, con una buona dose di ironia e, soprattutto, con quell'ottimismo della volontà che vi permetterà di vedere, anche nelle pieghe più sciatte del quotidiano, la bellezza di un legame che, se coltivato con cura, può fiorire in qualcosa di straordinario. Non cercate la perfezione, perché non esiste. Cercate la verità, la lealtà, la comprensione. E in questo viaggio, scoprirete che l'altro, il vostro compagno o la vostra compagna, non è solo un partner, ma uno specchio, un maestro, e, in ultima analisi, il vostro più grande alleato nella meravigliosa e complicata arte di essere semplicemente, profondamente, umani.

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In occasione della presentazione del libro Divorziare dalle Illusioni tenutasi a Ginosa Marina il 7 Agosto, proponiamo il resoconto completo...